Prima idea

Mi pare vi sia la tendenza a considerare l’amore come un sentimento riconducibile ad aspetti comuni e ricorrenti, quasi avesse una sua fisionomia universale. Credo invece che parlare dell’amore sia come parlare delle scarpe. Per quanto tutte le scarpe si portino ai piedi, in realtà le differenze tra scarpa e scarpa, tra uso e uso sono considerevoli. Sicché in realtà non vi è l’amore, ma si sono modi anche molto differenti di ciò che tutti chiamiamo con la stessa parola: amore.

Differenze che producono anche, tra l’altro, evidenti incomprensioni. Soprattutto quando si tende a credere che il proprio modo di amare rispecchi una matrice universale e condivisibile.

Seconda idea

Eros e amore sembrerebbero far parte di una stessa famiglia. Anzi, sembrerebbe che il primo – eros – debba essere una delle espressioni di affidabilità e particolare qualità del secondo – amore. 
Mi pare che invece si tratti di due esperienze estranee l’una all’altra, sebbene si condizionino reciprocamente. Certo e fortunatamente, accade che le due esperienze – eros e amore – possano coincidere con lo stesso partner o la stessa partner. Ma è come trovare nello stesso appartamento ottima musica e un perfetto impianto di climatizzazione. L’uno aiuta l’altro, ma sono due espressioni differenti e indipendenti del comfort abitativo.

L’eros riguarda l’esperienza del corpo che precipita nel segreto di un altro corpo. Un’esperienza che possiede perimetri di durata, di scambio comunicativo, di immaginario emotivo ben differenti dal sentimento e dall’esperienza dell’amore. Nell’erotismo l’altra persona è corporeità che diventa desiderio, un desiderio che si nutre della particolare condizione di una vicinanza tanto prossima e allo stesso distante, perché ancora colma di segreti e scoperte. L’erotismo è un corpo parzialmente coperto, è un gesto di cui non si sa ancora prevederne gli effetti, è una vicinanza fisica e percettiva che resta scoperta da incontrare. L’erotismo dura quanto il suo segreto.

Ben altra cosa l’amore, che per quando sia differente in ciascuno e abbia trame e modi unici, rimane esperienza che si nutre di altro, di ben altro, perché si nutre di un’alterità. Perché è progetto, durata proiettata nel tempo, impegno che riguarda un’altra persona come identità, come esistenza. Nell’amore l’io proietta se stesso e si fa altro, e allo stesso tempo deve essere capace di separarsi da sé, per accogliere e impegnarsi nell’altro. Nell’amore si è guidati dal bisogno/desiderio di legame, di fusione che produce una somma maggiore di due. Nell’erotismo è desiderio di presente, di qui e ora, di fusione che produce un meno due. Nell’erotismo il corpo è vorace d’altro e si gratifica del piacere. Nell’amore è il sentimento che si getta nel rischio di un futuro da costruire in due.