Dove sono finite le conversazioni fatte di ascolto e di un reciproco interrogarsi? “Dimmi” è una parola che può essere usata in molti modi, alcuni dei quali anche scortesi. Vogliamo ricordarla invece come apertura e varco, come incipit di un viaggio di avvicinamento, itinerario in cui l’interesse per l’Altro è nutrito da una bella curiosità, da un tempo adeguato e dalla convinzione che vi sia ancora molto e molto da comprendere.

Abbiamo bisogno di dire “dimmi” e di sentircelo dire, come tra un anfitrione e il suo ospite l’aprirsi di un’accoglienza.