Poiché esistere è movimento, anche solo di immaginazione, ci occorre energia, quella mentale.

Per questo ognuno ha un serbatoio di energie disponibili, che non richiedono un impegno per essere attivate, che quasi non ci si accorge di utilizzare. Camminare, parlare, decidere, sentire: energie che si consumano. Necessarie.

La nostra mente è predisposta (biologicamente) a viaggiare con il cruise control nella modalità economy. Preferisce di gran lunga rimanere in ciò che facciamo spontaneamente, ripentendo abitudini, senza la fatica di doverne esserne consapevoli, ottenendo così un biologico consumo ridotto di energie.  Mentre la valutazione e l’autocontrollo consapevole di quel che si fa richiedono energia supplementare. A volte anche moltissima. 

Fortunatamente quella involontaria non è però tutta l’energia a cui possiamo attingere. Vi è anche un potenziale di energia addizionale. Quella a cui si ricorre quando si va in riserva e compare l’allarme di esaurimento delle scorte. E’ un’energia che per essere disponibile richiede volontà. In altre parole, ci occorre energia per avere altra energia. E’ come aver bisogno di dover spingere un’auto ferma per poterla riaccendere. 

Così non è affatto facile, come sappiamo, attingere a questa energia supplementare, che ci porta fuori dal comportamento spontaneo e abitudinario. Perché la mente preferisce la rotta di crociera costante e senza preoccupazione, senza premere l’acceleratore. E per questo ci scoraggia dall’andare in riserva, ci fa credere che la macchina si potrebbe bloccare del tutto, che proprio non ce la facciamo, che siamo troppo stanchi, che ci manca tempo, che sarebbe fiato sprecato.

Ma sono le energie supplementari, quelle che ci occorrono per ascoltare bene imponendoci vigile accuratezza; per frenare una paura e perdere timori eccessivi, o per arrivare un poco più avanti. Sono quelle che ci servono per impossessarsi di una vita differente. Sono queste energie, che estraiamo da noi stessi, opponendoci alla nostra mente che ci fa credere di non averne a disposizione, che ci consentono la differenza tra avere un sogno e realizzarlo.

Perché non è difficile accorgersi che alcuni nostri modi di essere potrebbero cambiare, rendendoci così la vita migliore e anche quella degli altri. Non è difficile vedere e sapere dove si trovi la nostra autenticità e il meglio di noi. E’ difficile trovarne le energie, contro la nostra mente, a cui importa di più risparmiarle che renderci felici.