Cosa hanno in comune il talento e la fortuna? Il modo con cui vengono spiegate, lo sguardo che le mette a fuoco e se ne dà una ragione di cosa siano.

Da ricordare: mentre guardiamo il mondo stiamo anche mettendo a fuoco noi stessi. 

Il talento e la fortuna sono due modi di spiegare il successo. Che siano doti innate, come sovente viene spiegato il talento, oppure siano le circostanze casuali della fortuna, entrambe sono spiegazioni del successo e della bravura che allontanano un confronto con le proprie capacità. Eludono un confronto con se stessi. 

E’ molto facile osservare che abbiamo differenze dagli altri. E’ invece significativo come ci si spiega questa differenza. Perché nella spiegazione che ci diamo troviamo anche noi stessi e ciò che abbiamo bisogno di sentire di essere.

Vi sono persone che sappiamo riconoscere dotate di capacità più o meno di noi, più o meno abili di noi, più o meno intraprendenti di noi. E vi sono persone che per spiegarci la loro differenza, il loro successo o la loro bravura, ricorriamo a ragioni che ci consentono di mantenere al riparo la nostra autostima. 

Perché attribuire la loro differenza a un talento creduto innato, o alla cecità della fortuna, consente di evitare una comparazione con la propria identità. Ci ferisce un confronto con gli altri quando vi vediamo ciò che potremmo essere anche noi e di cui non siamo capaci per le nostre carenze. Ma quando è la natura o il caso a stabilire questa differenza ci si sente esenti da un accostamento con le nostre qualità, il nostro impegno, il nostro coraggio o la nostra determinazione. Erigendo lo steccato dell’innatismo o della casualità si rende l’altro incommensurabile, senza una misura che lo possa accostare con noi stessi. Diventa eccezionalità, collocata altrove, che non mette in discussione le nostre debolezza, le nostre carenze, ciò che potremmo fare e ciò che non abbiamo saputo fare.

Il talento e la fortuna sono spiegazioni del successo e della bravura degli altri che ci consentono di avere la coscienza a posto. 

PS: La scienza ha ampiamente provato che di innato abbiamo ben poco, solo il tratto temperamentale. Tutto il resto la fa l’esperienza. Ma quando si spiega il talento con il possesso di doti innate ci si allea con un rischio serio: quello che si corre quando si attribuisce alla natura una differenza di merito tra gli esseri umani.