1.

Quando facciamo nostro un pensiero attribuendogli lo status della verità, stiamo generando un assoluto, un pensiero che non ha confini, limiti e opposizione. Per sua natura una verità presuppone che non possa esistere nulla in grado di smentirla, contraddirla o ridimensionarla. 

La natura della verità è di sottrarsi a ogni confronto, poiché si pone al di sopra di ogni discussione o contraddittorio. Il suo opposto è la falsità, una condizione che non merita la dignità di essere dibattuta.

La certezza non dunque è inclusiva, ma è l’opposto, esclusiva. Esclude e crea un isolamento, poiché la natura di ogni verità è di essere necessariamente, per la propria sopravvivenza, solitaria.

La natura della verità è di sottrarsi a ogni confronto, poiché si pone al di sopra di ogni discussione o contraddittorio. Il suo opposto è la falsità, una condizione che non merita la dignità di essere dibattuta.

La certezza non dunque è inclusiva, ma è l’opposto, esclusiva. Esclude e crea un isolamento, poiché la natura di ogni verità è di essere necessariamente, per la propria sopravvivenza, solitaria.

2.

Sicché, quando una verità si impossessa di noi, quando stabiliamo di possedere una certezza che chiamiamo verità, stiamo anche inaugurando un campo di battaglia, un terreno di combattimento. Una campagna guerreggiante – al minimo con le parole e al peggio con ben altro – contro chi oserà mai sollevare dubbi sulla nostra verità. Perché la verità reclama il suo assoluto, la sua totale estraneità a un confronto, a un dubbio, a un ridimensionamento. La verità, per esistere, non può convivere.

3.

E quando ci si affeziona alle proprie verità, ovvero quando il nostro io ha bisogno delle verità in cui crediamo per potersi definire e identificare, quando le nostre verità sono affette delle nostre necessità di sicurezza, di autostima, di narcisismo, allora è guerra certa. Perché non saranno che nemici, coloro che volessero minacciare le nostre verità con un dubbio, riducendole a nostre opinioni. Quando entra una verità nel nostro cuore i nemici che avrà, le guerre che ci condurrà a fare, i conflitti che ci farà sostenere, l’ignoranza che ci produrrà saranno tanto più estese e vaste tanto più sentiremo di perdere qualcosa di noi stessi, se dovessimo abbandonarla per strada. Ammettendo umilmente di esserci sbagliati.