Le parole cercano silenzio, lo spazio inesprimibile che si trova solo per sottrazione. Per avvicinare ciò che custodisce, le sorprese dei dettagli, delle pieghe che rimangono nei sentimenti, dello scarto, del residuo nella quale l’esperienza rivela la sua intimità.

La poesia è allora intuizione, folgorazione, mai trama che si dilunga, ma sempre episodio, accadimento del sentire. Perché il silenzio in cui imbattersi ha bisogno di respiro e discrezione, senza mostrare, ma solo ospitare.

Alla sua terza pubblicazione, questa raccolta prosegue la ricerca nell’esperienza introspettiva dell’io e del tu, che diventa anche il noi del tempo condiviso, dell’amore. La vita che si rivela è scorcio di consapevolezze, di riconoscimenti, che compongono con discrezione le occasioni nelle quali si scorge un senso.