Il concetto di carattere gode di una certa varietà di attribuzioni: dal possedere modi che rendono impegnativa la relazione (“Che carattere!”), o, all’opposto, renderla gradevole (“Che bel carattere.”), ma anche essere dotati di una distintiva sicurezza (“Ha carattere.”) o l’esserne privi (“Non ha per nulla carattere.”). 

Queste pur diverse declinazioni di come viene evocato il carattere di una persona hanno però una prospettiva ricorrente: il modo di comportarsi nella relazione con gli altri. Nella tripletta che nomina le caratteristiche psicologiche – temperamento, carattere e personalità – il carattere si distingue per l’attenzione posta sui modi di affrontare l’Altro, lo spazio sociale nel quale l’io costruisce la sua presenza. Così possiamo attribuire al carattere, come nella forma visibile e stampata di un testo, l’impronta (dal greco charaktér) della propria identità che si imprime negli altri.

Se la personalità riguarda tutte le caratteristiche che concorrono a caratterizzare una persona, sia quelle agite, che quelle vissute e pensate intimamente, consapevoli e non, il carattere è la manifestazione comportamentale della personalità, o meglio, di alcuni suoi aspetti. Possedere carattere, nel suo significato tonico e meritorio, significa allora possedere le capacità di “impressionare”, di lasciare un segno di sé quando la vita si contrappone, quando le sue difficoltà e le sue asperità rendono faticoso imprimere la nostra traccia. Il carattere riguarda allora la forza della chiarezza di ciò che per noi ha valore e la coerenza con cui lo sappiamo fissare nei comportamenti. 

Così perdiamo carattere quando indeboliamo la nostra impronta, quando la nostra personalità non possiede la nitidezza e il coraggio del segno che vogliamo lasciare.

Illuminante quanto scrive Gordon Allport: “Il carattere è, semplicemente, la personalità dal punto di vista etico.” Il carattere, o la sua carenza, sono il modo attraverso cui la nostra personalità, nella relazione con gli altri, si manifesta nel saper lasciare, o meno, il sigillo di ciò che è per noi doveroso essere.