L’intimità solitamente viene associata alla relazione con un’altra persona. Prima che con qualcun altro, l’intimità riguarda la relazione con se stessi.

Ognuno ha una propria intimità, quel mondo così personale e privato che sente pericoloso, difficile, o faticoso mostrare, a volte anche a sé. La nostra intimità incornicia i confini di ciò che sentiamo fragile e vulnerabile, un mondo interiore che non ha forza per incontrare l’esterno, perché rischierebbe di perdersi, di ferirsi o finanche di soccombere. L’intimità è la nostra identità che non ha abbastanza parole per dire, non ha abbastanza muscoli per reggersi in piedi. Eppure è fatta di desiderio ed emozioni. Un territorio dove l’io è impreciso e allo stesso tempo smisurato, senza le misure e i contorni dei pensieri completi e delle certezze. L’intimità è la nostra potenzialità, lo schizzo di mondi che possiamo essere, di emozioni che non stanno a posto e desiderano.

Se tutti abbiamo un’intimità, sono differenti i modi con cui vi intratteniamo una relazione. Poiché il contenuto della nostra intimità cambia sulla base della relazione che stabiliamo e viviamo con ciò che abbiamo di intimo. In altre parole, i confini e il mondo della nostra intimità sono i confini dove arriva la nostra esplorazione, la nostra sperimentazione, la nostra conversazione intima.

Possiamo avere intimità rilassate, pacificate, soddisfatti di quello che abbiamo trovato e che custodiamo nel nostro cuore appagati, senza più cercare altro, come un paesaggio dolce di colline. Oppure possiamo avere un’intimità accesa dal desiderio di scoperte, di andare oltre i confini di chi sappiano di essere, come vette da scalare, su e su. O ancora possiamo avere un’intimità malinconica e struggente, che sentiamo come un mondo vastissimo di sfumature che percepiamo e viviamo, che ci inabissano nella solitudine. Vi sono anche intimità esuberanti, di chi desidera misurarsi con segreti di sé che non ha ancora trovato, con esperienze di sé che deve ancora incontrare.

Forse per questo è così ardua e delicata l’intimità con qualcuno. Perché non è costruire un’intimità come fosse il prodotto della relazione. Due persone che si avvicinano portano con sé la propria intimità e, soprattutto, il modo con cui sono in relazione con essa. Portano con sé il proprio mondo interiore, che ciascuno ha caro perché vi sente il palpitare della propria autenticità. Costruire intimità con un’altra persona non è solo avvicinarsi, condividere, ma è trovare nell’altro, irretiti, l’incerto dei propri confini più segreti.