Le neuroscienze ci aiutano a riconsiderare il pensiero di Cartesio. Una filosofia che ha molti contenuti discutibili, come la severa dicotomia tra pensiero e materia, tra mente e corpo.

Eppure nel suo cogito ergo sum possiamo trovare una formidabile prospettiva che oggi le neuroscienze ci confermano. La più significa differenza tra il cervello umano e quello degli altri animali è la presenza di alcune esclusive strutture neuronali nella corteccia prefrontale. Questa rete di neuroni, limitata e unicamente umana, consente di poter esercitare una facoltà cognitiva che solo noi possiamo: il dubbio. Solo la nostra mente può dubitare dei propri pensieri, può chiedersi se ciò che stiamo percependo, credendo o vivendo sia del tutto corretto o vada riconsiderato. Solo la nostra mente può pensare, se questo significa poterci interrogare su quel che pensiamo.

Perciò, non sono i diversi contenuti dei nostri pensieri o le nostre specifiche convinzioni ciò che ci rende unici e umani. Anche perché sovente i nostri pensieri sono automatismi spontanei e involontari. Il cogito che ci consente di poter affermare che dunque siamo è la possibilità di utilizzare un’esclusiva rete neuronale, che consente di poter ripensare quel che la nostra mente produce.

 

Si potrebbe dunque riformulare l’affermazione di Cartesio in questo modo:
Ho la possibilità di pensare quel che penso dunque sono.