Una favola si aggira nella narrazione amorosa: il desiderio d’essere amati incondizionatamente. O, sul versante dei propositi, di poter amare incondizionatamente.
Toccante l’idea, nel solco di una rappresentazione dell’amore elevata ad esperienza paradisiaca. Sennonché è del tutto impossibile amare incondizionatamente e quindi irrealistico aspirare ad esserlo.
Perché il sentimento amoroso, lo slancio che proietta nel volersi cementare in un’altra persona, saldando l’io nel renderlo noi, non è mai privo di condizioni, di requisiti e clausole psicologiche. Di questo gettarsi oltre sé il timone che lo dirige non è il pensiero, non è la coscienza che delibera una scelta in piena consapevolezza. La sorgente dell’amare è largamente inconscia, con la vita vissuta che ne ha plasmato speranze e timori, desideri e cautele. E l’inconscio non è mai, per sua natura, incondizionato. Semmai è dell’inconscio avere e porre condizioni, limiti, domini del possibile che consente di vivere e quello da cui se ne tiene distante.
Così quando una persona si insedia nel desiderio al punto da diventare amore, e speranza di un tempo da vivere in due, giunge nel cuore a questa epifania perché è stata sottoposta a condizioni. Amare, pur indispensabile e vitale, è un gigantesco rischio psicologico, perché legando la propria felicità a un’altra persona ci si consegna all’impossibilità di esserne autori e proprietari. È per questo insensato immaginare che l’inconscio, con la sua sovranità psichica nel cercare di proteggerci dalla sofferenza, accetti che nasca nel nostro cuore l’amore senza assicurarsi che la persona scelta abbia requisiti compatibili con la nostra storia psicologica. Per questo non si ama mai casualmente, anche se il caso può favorire l’incontro con chi potrà (psichicamente) essere amato.
Allora, proporsi di poter amare una persona incondizionatamente non solo è irrealistico, ma porta in sé anche un’incoscienza, una cecità con sé stessi e con le ragioni del proprio amore per qualcuno. Semmai appare più solido proporsi si amare una persona pienamente consapevoli di sé, con la comprensione del perché quella persona e non un’altra sia stata scelta dal nostro mondo interiore per affidarsene e accettarne il rischio. Quali tracce, quali ferite, quali esperienze nella nostra vita, soprattutto quella dell’infanzia, hanno forgiato l’alfabeto che il nostro inconscio ha utilizzato per amare, conducendoci a lei.
Sul fronte opposto, auspicare di essere amati incondizionatamente non solo è ingenuo e molto, molto comodo. Ma soprattutto evita di affrontare l’interrogativo sulle ragioni per cui si è amati dalla persona da cui si vorrebbe un amore incondizionato, senza le cui risposte si rimarrebbe molto all’oscuro di chi sia quella persona nella sua identità più profonda, pur dicendosi di amarla.
