L’amore è anche comunicazione, modi di giungere alla persona amata, attraverso cui trasmette il suo contenuto di calore e legame, di cura e di attenzione. Dunque, come parla il nostro amore, attraverso quale linguaggio? E come ci parla l’amore di chi ci ama?
Non ogni amore, è evidente, parla lo stesso linguaggio, si avvale della stessa grammatica, dello stesso lessico. Potremmo dire che ogni amare, ogni espressione dell’amore nei modi di amare, possiede un suo stile. E lo stile comunicativo dell’amore, come di ogni comunicazione, si avvale dei cinque sensi. Perché comunicare, raggiungere un’altra persona con un messaggio, è prodotto del corpo, soprattutto quando la comunicazione avviene a distanza molto ridotta, se non assente. I cinque sensi che mettono in relazione il nostro corpo con il mondo, nello scambio amoroso diventano il veicolo che trasforma l’amore in un messaggio, in una traccia che raggiunge i sensi dell’altro e da lì dentro il suo cuore.
Ecco allora un piccolo lessico dei sensi amorosamente utilizzati dalla comunicazione d’amore. Da notare, e forse da chiedersi, ciascuno ha un proprio modo di avvalersi dei propri sensi quando comunica il proprio amore. Non solo, ciascuno è sensibile in modo differente ai sensi della persona amata con i suoi messaggi d’amore.
Gli occhi. Vi sono sguardi e occhi che inondano il cuore che li osserva. Non occorrono parole perché nello sguardo è talmente straripante il messaggio da esserne sopraffatti.
L’udito. Non sono le parole, ma per qualcuna o qualcuno prima giunge la voce a sentenziare e imporre una seduzione. La si ascolta e il suo suono vibra dentro di noi come fosse l’eco indescrivibile di una musica incantevole.
L’odore. La vicinanza è olfatto accesso, odori che risalgono le narici sino ai sentimenti. Vi sono profumi che inebriano perché portano con sé un sentire di magia.
Il sapore. I baci possono avere sapore, possono superare le labbra e lasciare nella bocca un gusto da sentire la natura traboccante di una brezza oppure dell’acqua e di frutti.
Il tatto. Non certo per ultime vi sono anche le mani e la pelle. E non è uguale una carezza all’altra, perché ve ne sono da riceverle come un dono prodigioso, tanto sono perfette nel lasciare sulla guancia il loro regalo d’amore.
