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GianMaria Zapelli elsewhere

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I bisogni e le ferite che hanno forgiato la nostra relazione con gli altri

I bisogni e le ferite che hanno forgiato la nostra relazione con gli altri

Quel che viviamo nelle nostre relazioni affettive con gli altri non è mai un caso. Ha radici nelle nostre esperienze, quelle dolorose per lo più, ma anche quelle gioiose. 

Non amiamo a caso, come neppure abbiamo amici accidentali, solo perché erano nei paraggi. E neppure è un caso se siamo propensi a insistere testardamente nel difendere le nostre idee, oppure raramente osiamo farle sentire. Come non sono le circostanze esterne a renderci permalosi, oppure troppo accondiscendenti. 

Una grandissima psicoanalista – Melanie Klein – si è interrogata su quali fossero i bisogni che orientano la nostra relazione con gli altri, cosa più profondamente e radicalmente abbiamo urgenza di trovare nelle persone. Due bisogni sono la grammatica della nostra relazione psicologica con gli altri, ugualmente importanti, ma drammaticamente opposti e conflittuali. 

Il primo è il bisogno di sentirci unici, riconoscibili, portatori di una nostra individuazione. Il secondo, totalmente antagonista, è il bisogno invece di sentirci uguali, legati, simili, allacciati. Soddisfare entrambi è vitale. Ma complicato. Ci è indispensabile sentire, nel confronto con gli altri, di possedere una nostra unicità che ci distingue. Come ci è indispensabile sentirci simili e vicini, di appartenere. 

Nasciamo con questi bisogni. Sono il nostro biologico motore sociale. Quanto sono stati feriti o gratificati dalle esperienze vissute determina i nostri modi di essere in relazione con gli altri. Ferite e gratificazioni sovente inconsapevoli, perché accadute in età nelle quale non eravamo ancora capaci di comprendere cosa ci stesse accadendo. 

Perciò il bisogno di individuazione viene ferito da esperienze nelle quali non ci siamo sentiti compresi, riconosciuti, oppure ci siamo sentiti privati della nostra individualità. Esperienze che lasciano segni nella nostra fiducia verso gli altri, nel timore di poter essere dimenticati e ignorati dagli altri, nel timore di perdere visibilità e individuazione, costruendo per noi più rigidità nel difendere il nostro io, cauti verso un mondo che crediamo potrebbe facilmente non capirci.

All’opposto il bisogno di legami viene ferito da esperienze di solitudine, di abbandono. Sofferenze che ci hanno persuaso che facilmente potremmo essere abbandonati e respinti. Al punto da non saper vivere i conflitti, perché eco di una separazione dolorosamente già vissuta. Arrivando, in alcuni, persino a imporsi la perfezione come condizione indispensabile per essere apprezzati. Il bisogno di legami è stato così ferito da renderci insopportabile ogni rifiuto e renderci sottomessi a un mondo che crediamo potrebbe facilmente lasciarci soli. 

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