La paura che vibra nel cuore è un’informazione preventiva, avverte della vicinanza con un’esperienza che potrebbe essere dolorosa. La paura impara la sua grammatica dall’esperienza vissuta, che insegna a ciascuno il personale confine oltre il quale potrebbe essere in agguato il dolore.

Il coraggio è spingersi oltre, vanificare e vincere la paura. Così ciascuno ha un bel po’ di lavoro nello stabilire dove collocarsi sul confine tra le paure che asseconda e quelle che domina. Una scelta non facile.

Tant’è che forse il tema più impegnativo del coraggio non è il gesto, l’azione che trionfa sulla paura, o la resa timorosa, ma la conversazione intima che si intrattiene con le proprie paure e le loro ragioni. Come ci spieghiamo le paure che assecondiamo, a cui lasciamo indirizzare i nostri pensieri e i nostri modi di agire? E come ci spieghiamo l’atto di vittoria sulle paure che ci assalgono?

Un difficile esame di coscienza, sempre minacciato di contraffazione dai meccanismi con cui inconsapevolmente ci difendiamo dallo scoprire chi siamo. Poiché vi è del coraggio nel saper vivere delle paure e vi sono delle paure che si nascondono nel credere d’avere coraggio.

Poiché vi sono paure che hanno ragioni da vendere e altre paure che hanno imparato pessime ragioni.