Non è sempre facile distinguere tra bisogno e desiderio. Entrambi sono moti che indirizzano, aspirazioni che cercano di essere realizzate, appetiti che cercando sazietà.

Ho bisogno di teHo desiderio di te. Dove si trova la differenza? Ho bisogno di capire. Ho desiderio di capire. Anche in questo caso, come riconoscere una diversità di provenienza?

Bisogni e desideri nascono da origini opposte. Il bisogno è alimentato da una carenza, è nutrito da una minaccia che richiede di essere colmata, accudita, saziata. Si ha bisogno di bere o di mangiare, come di un lavoro per mantenere la famiglia. Vi è anche l’amore per bisogno, che sopravvive di carenza, che cerca compensazioni, vuoto che aspira ad essere bonificato. Il bisogno vive nell’orizzonte del pericolo che si cerca di evitare, della mancanza che si sente faticosa.

Ben altro pericolo quello verso cui guarda il desiderio. Perché se il bisogno si manifesta per evitarlo, per sottrarsi a una minaccia, il desiderio è rivolto nella direzione opposta, cerca il pericolo, aspira al rischio, insegue un azzardo.

Il desiderio si misura con le stelle (sidus), con ciò che manca e verso cui ci si sente attratti, sapendo di rischiare il fallimento. Perché il desiderio non guarda al passato, alle carenze, alla necessità di soddisfare una esigenza di sopravvivenza. Il desiderio si proietta oltre ciò che si è, non è vuoto da riempire, ma pieno che spinge a sollevarsi ancor di più. Occorre infatti essere colmi per desiderare, e non carenti. Colmi di coraggio, che rende audaci nel rischiare se stessi cercando di raggiungere quel che si desidera. Occorre anche la pienezza di un amore per sé, perché al desiderare necessita uno stato di integrità emotiva, emozioni precise che consentano di spingersi oltre, accompagnando il desiderio con speranze, impegno e sogno. Perché vi sa un desiderio è essenziale la forza di saper sognare. 

Mentre il bisogno eredita la carenza, la debolezza, il vuoto che reclama pedantemente soddisfazione. Mentre il bisogno non ha con sé alcun sogno, perché il suo orizzonte sono attese già conosciute, già imparate, già sperimentate, che vuole ritrovare e replicare. Il desiderio invece si spinge oltre ciò che già si conosce, che si è già capito. Per questo il desiderio sovente non ha una forma precisa, a differenza del bisogno, perché sperimenta il cuore oltre se stesso e ciò che ha già incontrato. 

Vi sono allora domande che possiamo farci la cui potenza esplorativa richiede di non accontentarci delle prime risposte che ci vengono alla mente, ma di gettarle e di domandarci cosa vi è d’altro che rimane da capire. Tra queste domande, che ci possono spingere a fondo di noi stessi, nel caso avessimo dei desideri, potremmo considerare anche questa, senza considerare sufficienti le prime risposte che troviamo: “Perché desideriamo quel che desideriamo?”