Non siamo diventati solo ciò che abbiamo ricevuto di educazione consapevole e volontaria. Non vi è in noi solo l’impronta dei modi intenzionali e coscienti dei nostri genitori, quando si sforzavano di essere dei buoni genitori, spiegandoci, accompagnandoci, incoraggiandoci. In noi vi è anche la traccia di ciò che i nostri genitori erano e sono stati quando si dimenticavano di noi, quando non si preoccupavano di noi. 

Siamo diventati anche ciò che è rimasto in noi dei loro modi quando erano altrove con il pensiero e le attenzioni, quando non erano dedicati a cercare di guidarci. Quando in auto, noi nel sedile dietro, li abbiamo sentiti parlare di chi era loro simpatico e di quelli invece che consideravano antipatici. Quando nella stessa stanza, mentre eravamo lasciati ai nostri giochi, con mamma e papà che discutevano rivelando quel che provavano, quel che preferivano fare, quel che li rendeva felici o li affaticava.  Quando li abbiamo visti rimanere calmi nelle difficoltà, oppure spazientirsi eccessivamente. Quando abbiamo raccolto le loro parole nel dire cosa effettivamente considerassero giusto. Quando li abbiamo osservati, giorno dopo giorno, nello sforzo di essere migliori, oppure siamo stati testimoni dei loro abbandoni, delle loro rinunce. Abbiamo guardato in loro impegno o la loro pigrizia, valori rispettati sino in fondo e altri raccontati solo a noi. Li abbiamo visti in ciò che li appassionava e li abbiamo visti ignorare e trascurare. Applicare, oppure no, per sé stessi ciò che a noi chiedevano di considerare.

Siamo diventati non solo il tanto di tempo e di attenzioni che abbiamo ricevuto nello sforzo di educarci. Ma anche nell’essere spettatori della disattenzione per noi, di come assumeva parole e linguaggi più o meno coerenti con quel che ci veniva dedicato con intenzionalità, quando i nostri genitori cercavano di fare anche i genitori.

La vita ci ha modellati anche quando si scordava di noi, perché l’educazione è un contagio che avviene quando non ci pensiamo, rivelando la verità di che pasta sia fatta la nostra colonna verticale.
Così se volessimo cercare le origini di chi siamo diventati potremmo andare anche in questo teatro involontario dei nostri genitori, quando nei loro tanti modi di agire stavano più o meno consapevolmente scrivendo il nostro futuro.