Poiché esistere è movimento, anche solo di immaginazione, ci occorre energia, quella mentale.

Per questo ognuno ha un serbatoio di energie disponibili. Camminare, parlare, decidere, sentire: energie che si consumano. Una riserva di energia mentale, a cui attingiamo per lo più inconsapevolmente, sino a quanto ci troviamo stanchi e svuotati.

La nostra mente è predisposta biologicamente a occuparsi dell’energia che utilizziamo, privilegiando di viaggiare con il cruise control nella modalità economy. Attivato quando agiamo spontaneamente, ripentendo abilità e abitudini che abbiamo imparato. Le ricerche neuroscientifiche mostrano che un giocatore di pac-man molto abile ed efficiente non solo gioca meglio di un principiante, ma consuma anche molto meno energia cerebrale.

E’ la consapevolezza che richiede energia straordinarie. L’esercizio di pensieri, scelte e comportamenti che non possono avvalersi delle abitudini automatizzare neurobiologicamente. Quando occorre affrontare l’imprevisto, la novità. Quando occorre contrastare emozioni che ci indirizzano in direzioni che non vorremmo.

Ognuno ha una soglia energetica oltre la quale si accende un allarme cognitivo, e anche emotivo, che richiede di fermarsi, di non insistere, di prendersi una pausa. In realtà, quando la nostra mente ci raccomanda di arrestarci non si è consumata tutta l’energia che abbiamo a disposizione. E’ più un allarme precauzionale, che ci ricorda di essere vicini all’esaurimento del carburante. In queste occasioni, quando la nostra mente ci comunica stanchezza, sfinimento, quando ci fa credere che proprio non ce la facciamo, in queste occasioni abbiamo la possibilità di un faccia a faccia con noi stessi. Sono occasioni etiche, poiché la stoffa della nostra etica si rivela quando ci troviamo di fronte a una scelta, sovente tra fare ciò che è più spontaneo e immediato oppure fare ciò che è giusto. 

Perché a volte ci assale l’affaticamento quando potremmo completare un’attività, quando ci manca poco alla cima, o quando potremmo arricchirci leggendo qualche pagina di un libro, o impegnarci ad ascoltare a fondo, oppure trattenere l’irritazione nel comunicare con una persona a cui vogliamo bene. In queste occasioni, mentre la mente ci sta bombardando con un sentimento di stanchezza, potremmo attingere alla nostra forza di volontà e di autocontrollo, che poi significa determinazione, per fare la cosa giusta, per essere persone migliori, per rispecchiare i valori in cui crediamo.

Sovente sono le energie supplementari, dopo essere andati in riserva, che ci rendono migliori. Quelle che ci occorrono per ascoltare bene imponendoci pazienza, per frenare una paura che blocca o per arrivare un poco più avanti. Sono queste energie, che estraiamo da noi stessi, opponendoci alla nostra mente che ci fa credere di non averne a disposizione, che ci consentono la differenza tra avere un valore e realizzarlo.