La qualità e la natura della fiducia in noi stessi rappresenta un fondamentale attributo della nostra progettualità e capacità realizzativa.

La fiducia richiede la sicurezza di credere in qualcosa di cui non conosciamo preventivamente il contenuto o l’esito. Ci fidiamo, credendo e confidando sicuri nei nostri mezzi, che sappiamo di poter avere a disposizione quando ci occorreranno. Pensare e desiderare traguardi, affrontare ostacoli o difficoltà, hanno percorsi differenti anche sulla base della fiducia che nutriamo per noi stessi e verso le capacità di cui crediamo saremo assistiti.

Il tema però non è se abbiamo o non abbiamo fiducia in noi stessi. Tutti, salvo danni cerebrali, hanno dosi di fiducia in se stessi. Tutti affrontano attività confidando di potercela fare. Es. guidare un’auto richiede fiducia in se stessi: non sappiamo cosa potrà capitarci sulla strada, ma siamo fiduciosi di poter gestire il veicolo adeguatamente quando deve curvare, fermarsi o superare un altro veicolo.

Dunque, più correttamente, il tema è comprendere quale e quanta fiducia riponiamo in noi stessi.

QUALE significa: quali precise situazioni, quali esperienze sappiamo affrontare con fiducia? E in quali ci manca?

QUANTA significa: quale è il livello di ignoto e di incertezza che sappiamo sostenere?

La natura della fiducia in noi stessi è il prodotto di un’educazione. E’ l’esito delle esperienze che abbiamo vissuto e del loro lascito di memoria inconsapevole, ma attiva, nel nostro inconscio e nella nostra mente.

In particolare, la fiducia che sviluppiamo o freniamo dipende più dagli episodi dolorosi vissuti che dalle tante volte in cui abbiamo avuto esperienze positive. Segna maggiormente la nostra cautela un solo episodio di fallimento o di danno, un brutto incidente d’auto, delle tantissime ore di guida senza incidenti. La natura della nostra fiducia incorpora la strategia di sopravvivenza della nostra mente, che esalta i danni e minimizza i successi.

Se vogliamo educare la fiducia ad assisterci con più coraggio e funzionalità, una strada di lavoro potrebbe avere questi ingredienti.

  1. Localizzare – riconoscere con esattezza e precisione le situazioni nelle quali ci accorgiamo di non avere sufficiente fiducia in noi stessi
  2. Ricostruire– cercare nelle nostre esperienze passate gli eventi che hanno lasciato un segno sulla fiducia in noi stessi e portarli alla luce in modo chiaro; utile sarebbe parlarne a fondo con una persona cara o metterli per iscritto descrivendoli in modo accurato.
  3. Educare– sperimentare con consapevolezza e forza di volontà piccoli e costanti episodi nei quali adottiamo modi di interpretare la realtà o modi di agire che vanno in direzione opposta ai nostri timori e alle nostre cautele
  4. Consolidare– appuntare quotidianamente tutti i piccoli o grandi fatti che ci sono accaduti che smentiscono le nostre diffidenze e le nostre cautele.