Le illusioni che ci danno ben-essere

Le illusioni che ci danno ben-essere

Si comprende di avere un’illusione solo con il senno di poi. Tutto ciò in cui crediamo, per il fatto stesso di crederlo, non è mai un’illusione. Se i nostri sogni, le nostre attese, le nostre aspirazioni trovano in noi anche solo una minima e cauta dose di speranza di realizzazione, anche solo un timido pensiero del possibile, allora sono tutt’altro che un’illusione. Perché lo statuto, la cifra dell’illusione è la convinzione dell’irrealizzabilità. È la forma che prende la realtà quando nei nostri occhi cessa la speranza. Dove vi è desiderio non vi è illusione.

Lo sappiamo però, la vita produce disillusioni. Ci fa incontrare, non raramente con dolore, esperienze nelle quali i nostri desideri devono cambiare statuto per diventare illusioni. Così crescendo derubrichiamo dalla speranza, da ciò che ci attendiamo, quel che abbiamo imparato come illusione. E diventiamo, poco o tanto, disillusi. Ovvero cauti, se non timorosi, nell’avere sogni che potrebbero trasformarsi in illusioni. Perché di questo si tratta, quando consideriamo la disillusione: è la dose di prevenzione dalle illusioni. La predisposizione, per istruzione dalle cicatrici, a nutrire speranze a basso rischio di trasformarsi in illusione, nella dolente degenerazione dei nostri sogni.

Ed eccoci all’ennesimo dilemma psichico, che può essere anche etico.

Se affidarci alle nostre esperienze, alle ferite patite dei desideri decaduti ad illusioni, alla nostra disillusione, tenendoci al riparo da possibili dolori, limitando le nostre aspirazioni, i nostri progetti. Proteggendoci dal poterci imbattere ancora nel dolore dell’illusione.

Oppure non generalizzare il futuro, non considerare inevitabile che si ripeteranno le stesse delusioni del passato, invece accogliendo e cercando di realizzare traguardi di cui siamo ben poco certi del loro successo. Sapendo il rischio di poterli scoprire, dopo, illusori.

È sempre lo stesso dilemma, se scegliere di ripararci da possibili nuove ferite, e con questo limitando le nostre evoluzioni, scoperte e cambiamenti. O se tenere a bada quel che abbiamo imparato di dolore, per cercare ciò che potrebbe renderci più felici, realizzati/te, completi/te, pur con l’incognita di trovarci nelle mani delle illusioni.

Il beneficio di questa seconda opzione è grande, poiché ci arricchisce indipendentemente e prima del realizzare o meno quel che speriamo. Perché riuscire a credere in qualcosa che sappiamo potrebbe rivelarsi un’illusione richiede coraggio, fiducia, una visione promettente del futuro, sentimenti che sono un toccasana per la nostra autostima e una relazione solare, sicura e solida con la vita.

Ben diversi dai sentimenti di cautela, diffidenza e sfiducia a cui si ricorre per dar sostegno alle strade prese dalla disillusione.

Potrebbe interessarti
CERCA ANCHE ALTROVE.
Parole per ispirarti
ESPLORA L'ARCHIVIO
Cerca ciò che ti incuriosisce, le idee e le parole per il tuo lessico personale.
PODCAST

Pensieri da ascoltare.

NEWSLETTER

Unisciti anche tu

Ricevi settimanalmente due post per essere anche altrove.

La tua email sarà protetta. Potrai sempre annullare l’iscrizione.
Se vuoi sapere con più precisione come verrà protetta la tua email leggi la privacy policy.