Le lacrime che ci parlano

Le lacrime che ci parlano

Biologicamente la composizione chimica delle lacrime è differente, le lacrime provocate da un’emozione contengono più proteine di quelle tagliando una cipolla. In altre parole, vi sono lacrime che sono linguaggio. Quando non sono il prodotto delle necessità organiche dell’occhio, quando invece si impadroniscono degli occhi, appannandone la vista, perché un’emozione ne fa irrompere irresistibilmente la loro percepibile e liquida manifestazione, le lacrime diventano parola che prende voce sulle guance. Le lacrime cercano destinatari e ascolto. Non solo, le lacrime sono un linguaggio potente, possiedono la capacità di comunicare con una forza straordinaria, perforano l’attenzione, come avessimo sul viso un megafono delle nostre emozioni.

Cercando allora di riconoscere il linguaggio delle lacrime, e a chi siano rivolte, potremmo trovare alcune narrazioni del pianto, che hanno due destinatari: gli altri o noi stessi.

Destinate agli altri sono le lacrime del bisogno, che parlano ai neuroni specchio di chi le vede, cercando di attivarne la capacità di immedesimazione emotiva e attenzione. Come anche le lacrime che tentano di disarmare l’aggressore, ricorrono a un linguaggio di pacificazione raccontando la vulnerabilità. Da notare: la presenza di proteine in questo tipo di lacrime le rende più viscose e perciò più visibili, perché più lente nello scorrere sulla guancia.

Vi sono anche le lacrime destinate a sé stessi, sovente solitarie, che sono voce dedicata al proprio mondo interiore. Così sono le lacrime di commozione, che inondando gli occhi e solcando il viso sono percezione che certifica e conferma chi ci sentiamo di essere o vorremmo essere, rispecchiandoci in qualcosa che vediamo o leggiamo, che con le lacrime riconosciamo appartenerci. Come destinate a sé sono le lacrime del dolore, della sofferenza, perché ci occorre piangere, che espande e propaga fuori da noi il patimento che viviamo, e rendendolo manifesto nel suo essere sonoro e liquido lo distacca dal mondo interiore, portandolo un po’ fuori. Rivolte al proprio sentire sono anche le lacrime empatiche, quelle della vicinanza con il dolore di altri, che ci restituiscono, ancora una volta in modo tangibile, il nostro essere capaci di amare e di legarci.

Le lacrime accompagnano la nostra vita in modi differenti, aiutano a renderla più chiara e vicina, sin da quelle che la iniziano reclamando cura. Per questo sono indispensabili, perché un’emozione senza lacrime a volte è una parola senza voce.

 

 

 

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