In questi giorni stra-ordinari escono dall’ombra, dall’invisibile consuetudine in cui si trovavano, modi d’esistere che ci costringono a riassettare un po’ o mollto della nostra vita, a riprenderne consapevolezza. Come l’esperienza della libertà e della scelta.

Come sappiamo libertà e scelta sono un binomio indissolubile. Che genera come conseguenza altrettanto vincolante la responsabilità verso le conseguenze che produce.

Affrontare una scelta significa esercitare l’autonomia di decidere cosa tenere, ma anche cosa perdere. Non vi è solo qualcosa che preferiamo, produciamo anche un abbandono: fare o non fare, prendere o lasciare, andare di qui oppure di là. Per questo scegliere è impegnativo, perché genera l’onere della responsabilità di risponderne, per ciò che si è preferito e ciò che si è lasciato. 

Ma non tutte le scelte che dobbiamo fare le possiamo scegliere. Vi sono scelte a cui siamo costretti. Ed è molto di più di un ossimoro. Vi sono scelte a cui non possiamo sottrarci, ma delle quali dobbiamo assumerci la responsabilità delle loro conseguenze. Siamo di fronte a una scelta non perché lo abbiamo deciso, ma perché abbiamo delle alternative per le nostre azioni. Che lo si sia voluto oppure no.

E’ facile chiamare scelte quelle che abbiamo volto. Meno le tante situazioni nelle quali vi siamo costretti. Come se, per sentirci liberi nelle nostre scelte, dovessimo anche stabilire le regole del gioco. 

Così è il nostro rapporto con le leggi e le regole. Pur non decidendole ci impongono scelte, ci impongono una libertà e quindi la responsabilità delle conseguenze. Perché ogni azione che facciamo, rispetto alla legge, è sempre una nostra scelta. Non abbiamo scelto il lockdown. Ma scegliamo costantemente, ogni momento che rimaniamo in casa, oppure no.

E poi vi sono le tantissime scelte che facciamo, occultando a noi stessi che si tratta di una nostra scelta e quindi la responsabilità che ne deriva. Quando stiamo in silenzio potendo parlare, quando non siamo generosi potendo esserlo, quando non cerchiamo di capire meglio potendo andare a fondo. “Può darsi che non siete responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non farete nulla per cambiala.” Martin Luther King

E’ faticoso il carico delle scelte incessanti che siamo costretti a incontrare. Perché è faticoso doverne accettare le responsabilità. Così ci soccorre l’inconscio, che ce ne sottrare la consapevolezza onerosa e ci fa credere che non avevamo alternative.

Ma vi è una differenza non da poco. La libertà non è nel poter decidere la regole, ma nel sapersi sentire autori delle scelte che si hanno a disposizione, anche di quelle che non ci piace fare, di quelle a cui siamo costretti.