Nulla si può aggiungere sull’amore di quanto a fiumi è stato già scritto. Si può solo chiosare, prendere idee già circolate e provare ad annotarne dettagli, sfumature.

Ecco una piccola annotazione marginale.

L’amore che si trova, la persona che si incontra, con cui dare vita a legame, più o meno duraturo, era già entrata nel nostro cuore molto prima di incontrarla. Dove vi è amore che lega due persone vi è una sorta di resa dei conti del proprio destino, di ciò che si è diventati e che produce il legame a cui ci si annoda, anche a nostra insaputa. L’amore ci completa, perché dà alla luce la possibilità di diventare chi dobbiamo.

Dunque l’amore non nasce quando ci si incontra, l’incontro è dove l’amore è arrivato. L’amore sono due traiettorie che hanno una direzione che preesiste all’incontro e che imbattendosi l’uno nell’altra diventano completamento di ciò che ciascuno aveva già come direzione e destino. Non a caso si usano come sinonimi la parola “amore” e la parola “amato”. “Sei il mio amore” indica esattamente la natura di chi è amato: tu sei me, il compimento di chi devo essere e ho imparato ad essere. Quando si incontra l’amore si incontra l’educazione che ha avuto il proprio cuore, dalle gioie vissute, ma soprattutto dalle ferite.

Così vi sono legami che sono subito quel che saranno e rimarranno tutta la vita. Dove l’amore è sin dall’inizio ciò che doveva diventare. Mentre vi sono altri legami, che nascono con un destino invisibile, che rimane sotterraneo, carsico, sino al momento in cui si manifesterà nella sua natura. Legami nei quali uno o entrambi i protagonisti hanno ferite che richiedono espiazioni, o ferite che richiedono riparazioni. Legami che non riescono a sottrarsi a ciò che nel cuore è destino di solitudine, tradimento o abbandono. Qualora volessimo spiegarci dove sta andando il nostro amore dobbiamo chiederci da dove veniamo, di quali ferite siamo eredi.

Quasi nulla ci accade per caso nella vita, che non sia collegato ai nostri modi di essere. Di certo nulla ci accade per caso nell’amore. Il cuore lo sa già prima. Non sempre lo sappiamo noi.