Tra ciò che è più difficile conoscere di se stessi vi è comprendere dove siano i propri limiti e dove invece siano le proprie frontiere.

DI J.G. Ballard, da “Cocaine Nights”: “La mia professione è attraversare frontiere. Quelle strisce di terra di nessuno fra due posti di controllo sembrano sempre zone piene di promesse: la possibilità di nuove vite, nuovi profumi, nuovi affetti. Ma al tempo stesso scatenano in me un disagio che non riesco a reprimere. Mentre i doganieri rovistano tra le mie valigie, sento tentano di aprire la mia mente, alla ricerca di un contrabbando di sogni e di memorie proibite. Però c’è anche uno strano piacere nell’essere messo a nudo, e questo è ciò che può aver fatto di me un turista di professione.”

Mentre i propri limiti – ciò che non potremo mai essere, ciò di cui non saremo mai capaci -, quando incontrati, sono da accogliere e rendere parte della propria vita. Le frontiere – ciò che potremo essere e ciò di cui potremmo essere capaci – sono confini da valicare, per conoscere e diventare ciò che vi è oltre.

Si potrebbe parafrasare una famosa legge delle 3 regole per la propria felicità, in questo caso per la propria autenticità:

  1. Saper trovare le proprie frontiere, impegnandosi con coraggio ad attraversarle.
  2. Saper trovare i propri limiti, impegnandosi amorevolmente ad accoglierli.
  3. Saper comprendere quando sono frontiere o limiti quelli che si incontrano di se stessi.