Come sappiamo, siamo l’unico essere vivente che produce cultura. Ma siamo anche noi natura, anche la nostra esistenza biologica è regolata da leggi che sono obbligate e indipendenti dalle nostre scelte. Dove allora il confine tra la cultura che produciamo e la natura a cui siamo assoggettati? 

Sappiamo che il 95% delle nostre funzionalità cerebrali sono le medesime di molti animali, soprattutto i primati. In altre parole, il 95% del nostro sistema neuronale, la nostra mente, opera sotto il dominio della natura.

Senonché la natura, nella sua evoluzione biologica, ha prodotto nella corteccia prefrontale del nostro cervello una piccola area di strutture neuronali che nessun altro animale possiede. La loro funzione, unica e straordinaria, è di potersi impadronire e persino opporsi alle istanze, richieste o pretese che sono prodotte dal resto del nostro cervello. Attraverso questa funzione neurocorticale noi possiamo dubitare e interrogarci su ciò che pensiamo e facciamo, possiamo imporci di controllare il nostro istinto e le nostre spontaneità, possiamo, attraverso il dubbio e l’interrogativo, elaborare nuovi pensieri, nuove costruzioni, nuove tecniche. Possiamo usare e manipolare le risorse naturali che abbiamo a disposizione, accrescendone possibilità e varietà. 

La cultura è dunque il prodotto cerebrale di queste funzioni. Il nostro cervello produce timori (naturale legge di sopravvivenza), ma noi siamo l’unico animale che può opporsi ad essi e correre rischi che la nostra mente cerca di scoraggiare. Il corpo ha sete (natura), ma noi siamo l’unico animale che può produrre un’illimitata alternativa di bibite. Il cervello è sensibile alla bellezza (natura), ma solo noi possiamo generare innumerevoli versioni del bello da cui essere attratti. Il nostro cervello, come quello di molti animali, è dotato della possibilità di comunicare (natura), ma solo noi possediamo un linguaggio capace di creare meravigliose opere letterarie.

Ecco a una proposta su cosa possa essere la cultura. E’ cultura ciò che produciamo, attraverso le nostre scelte e i nostri comportamenti, che si scosta e si allontana dalla natura. La cultura è la nostra espressione di indipendenza e diversificazione dalle leggi meccaniche e ripetitive della natura a cui anche noi siamo sottomessi.