Sembrerebbe un requisito umano, un imperativo che disciplina la nostra vocazione esistenziale: avere desideri. I bisogni sono di tutti gli animali. Noi inseguiamo anche i desideri.

Il desiderio ha la fondamentale funzione di muoverci oltre, di indirizzare energie e impegno verso ciò che non abbiamo ancora. Abbiamo desideri per necessità vitale, di spostarci in avanti, di dislocarci altrove. I desideri sono premonizioni di futuro.

Ma non tutti i desideri che possiamo avere sono uguali e per questo potrebbe essere attendibile un indicatore: “Dimmi ciò che desideri e ti dirò chi sei”.

Così, potremmo chiederci come sono entrati in noi i desideri che abbiamo. Poiché il desiderio cerca contenuti, cerca destinazioni, anche indipendentemente dalla nostra volontà e persino dalla nostra scelta. Desiderare è un imperativo psicologico che non sta a guardare per il sottile, ad aspettare che con discernimento e ragionevolezza noi scegliamo tra le tante alternative che potremmo avere, per i nostri desideri. Il desiderio si impossessa di ciò che viviamo, di ciò che impariamo, anche senza accorgerci, solo perché siamo esposti a stimoli, esperienze, culture, consuetudini. Desideriamo oggetti, luoghi da visitare, affetto e amore, sincerità, scoperte, ascolto. Desideriamo e ci identifichiamo nei nostri desideri. Anche ex-post, anche se non li abbiamo scelti, ma sono stati i nostri desideri a scegliere per noi.

E continuando potremmo anche considerare una specifica tipologia di desideri, quelli dedicati a chi vorremmo diventare. Che persona desideri essere? Una domanda a cui rispondere non è difficile, perché è facile trovare contenuti, guardando se stessi, riassumendo scelte, gusti, sogni, modi di agire. Ma potremmo analizzare le nostre risposte, i nostri desideri, che pur ci sappiamo raccontare, per chiederci sin dove arriva il loro irrinunciabile e imperativo slancio di realizzazione. Cosa esattamente i nostri desideri ci raccontano del progetto di noi stessi che vogliamo diventare? Quanto accuratamente nei nostri desideri vi è un’idea chiara dei modi di essere che vogliamo realizzare, convinti che realizzandoli saremo persone migliori?

Il desiderio ci proietta in una distanza, più avanti, con un sentimento di gioia all’idea di quanto sarà bello raggiungerla. Può essere più avanti un nuovo lavoro, oppure il figlio felice di ciò che vivrà, o anche un nuovo legame. Quanto nei nostri desideri vi è anche con chiarezza ciò che potremmo cambiare, rimodulare, modificare delle nostre modalità d’essere?  Perché probabilmente è questo il desiderio più impegnativo: immaginare i nostri modi di essere differenti e impegnarci a correggerli. E’ un desiderio che richiede di saper vedere, più in là, nel futuro, i sentimenti che potremmo vivere in modo differente, i gesti che potrebbero renderci più eleganti, le parole che potranno raccontare meglio, i pensieri che potranno raccogliere più a fondo.