“Non tutti coloro che vagano si sono persi.” Il signore degli anelli, Tolkien.

Sapere dove ci si trova è indispensabile, certo. Sapere dei valori che ci ispirano e quanto vi siamo vicini. Sapere dei legami per noi importanti e quanto ne stiamo avendo cura. Sapere delle capacità che ci occorrono per realizzare i nostri traguardi e quanto ci manca per possederle adeguatamente.

Così, perdersi significa nella maggior parte dei casi uno smarrimento nocivo, perché si è senza direzione nelle proprie scelte e perciò nella propria vita.

Ma se abbiamo sempre chiaro cosa vogliamo, cosa preferiamo, cosa è giusto e cosa non le è. Se siamo sempre sicuri di cosa ci piace e cosa no, chi sia una bella persona e chi è invece meglio evitare. Se non abbiamo dubbi sulle nostre preferenze, su cosa crediamo meglio e cosa decisamente no. Se non vaghiamo mai, possiamo chiederci se in realtà ci siamo un po’ persi. Se tanta sicurezza di dove siamo e dove stiamo andando non stia rendendoci anche un po’ ciechi, e quindi dis-persi. 

Perché vi sono esperienze, scoperte, e perciò arricchimenti, che richiedono di vagare, di lasciarsi andare senza controllo, senza sapere la direzione, senza prevedere il traguardo. Vagare in emozioni nuove senza una chiara rotta, senza evitarle perché ci spaventano e non sappiamo dove ci possano condurre. Vagare in idee mai pensate, che ci paiono estranee, inconcepibili, per farsene contagiare, tenendo a freno i pregiudizi. Vagare senza meta in frammenti di tempo, lasciare ai pensieri prendere la loro rotta inattesa, senza occuparli di compiti, preoccupazioni o scadenze. Vagare davanti a uno scaffale di libri di una sezione mai frequentata della libreria, leggendo risvolti di copertina e acquistarne uno che non avremmo mai creduto. Vagare nei nostri sentimenti, quelli meno visibili, che se ne stanno in disparte, perché non hanno una chiara collocazione nella nostra vita. Quelli di cui non sapremmo che dire, ma che lasciamo affiorare, cercando nuove parole per raccontarceli e raccontarli, cercando gesti per esprimerli. Vangando, non persi, semmai ritrovati.

Perché forse è più facile perdersi quando non abbiamo altre strade che quelle in cui ci sentiamo sicuri. “Se sapete sempre dove state andando, probabilmente non finirete da qualche altra parte.” David Campbell