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GianMaria Zapelli elsewhere

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La creatività che ci occorre nella vita

La creatività che ci occorre nella vita

Creativo riguarda il modo con cui è stato realizzato qualcosa, che sia un gesto, un’azione, un prodotto o un risultato. Rimandando esplicitamente alla creazione, creativo è la caratteristica dell’atto da cui è venuto alla luce un nuovo contenuto. La creazione indica questa differenza, questa unicità, nel generare ciò che prima non esisteva. Non vi è infatti creatività nella ripetizione dello stesso, nella reiterazione di ciò che esisteva già. Per quanto eccellente ogni riproduzione non è creativa. È il caso dell’arte, che richiede il requisito programmatico della creatività.

Se la creatività identifica l’azione capace di far nascere qualcosa di nuovo, allora come modalità generativa potenzialmente può toccare e appartenere a ogni singola espressione umana. Sicché la domanda: quando nella propria vita la creatività potrebbe essere utile, necessaria o persino desiderata? Quando in ciò che viviamo o cerchiamo di realizzare sarebbe auspicabile un apporto creativo, perché aiuterebbe a trovare la soluzione a un problema o renderebbe un viaggio rinnovato il nostro legame con una persona?

Ostacolo all’essere creativi, rivelando le volte in cui invece sarebbe invece benefica, è l’abitudine, a cui è inesorabilmente predisposto il nostro sistema nervoso e le sue strutture neuronali. Siamo largamente dominati dalla necessità biologica della mente, guidata da un principio di sopravvivenza, che predilige la ripetizione, la spontaneità, l’automatismo routinizzato di pensieri e comportamenti. Creativo è dunque quel pensiero o quel gesto che ci sottrae da noi stessi, che smentisce o sconfessa ciò che la nostra mente ci propone come esperienza, come certezza.

Una convinzione piuttosto diffusa concepisce il gesto creativo come l’esito di un animo ispirato. Come se all’origine della creatività vi fosse il manifestarsi improvviso, misterioso e indecifrabile, di un’idea, di un colpo di genio che “vede”, che coglie un contenuto che non aveva ancora preso forma nell’opera umana. In realtà, la mente non produce nulla d’improvviso, non si fa mai da parte, non rinuncia mai facilmente a sé stessa, alle proprie esperienze, alle proprie emozioni, a ciò che vi è entrato depositandovi abitudini. Il gesto creativo richiede una gestazione, condizioni che rendano possibile un affrancamento della mente da sé stessa, con un pensiero rivolto a ciò che non aveva già pensato o visto. “Vedere creativamente è un’operazione che richiede al cervello uno sforzo” Henri Matisse

Certo non è indispensabile una dotazione di creatività nella propria vita, perché potrebbe essere del tutto efficiente, soddisfacente e felice come si vive quel che si vive. Ma se la creatività ci apparisse una risorsa auspicabile, nel quotidiano che viviamo, e non fosse sufficiente quella di cui siamo già dotati, allora si dovrebbe considerare come educarci di più ad essa: “Impara le regole come un esperto, così potrai imparare a romperle come un artista” Pablo Picasso

 

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