Nel caso ci facessimo domanda: “Qual è il mio valore?”, potremmo accontentarci dei primi pensieri che ci raggiungono e ci troviamo a disposizione. Probabilmente suggeriti da un inconscio invisibile, che ci aiuta a fare pace con noi stessi. Oppure potremmo essere più esigenti, accettare la problematicità della domanda, l’ombra da comprendere ed esplorare su cui si affaccia. 

Così, se volessimo cercare di scoprire quel che valiamo, senza incappare in approssimative conclusioni, ci aiuterebbe avere una misura e un metro. Perché il valore che possiamo possedere può essere osservato e considerato da diverse prospettive: quella dello status sociale, del successo, dei risultati ottenuti, della capacità acquisiste o altre ancora. Ognuna ci consegna un valore differente che possediamo.

“Qual è il mio valore?” è perciò una domanda impegnativa, perché deve scegliere da che scorcio guardarci, quali contenuti pesare. Ed è una domanda che non possiamo evitare, presente in noi anche se non la formuliamo o esplicitamente. Perché ci occorre pensare e sentire di avere valore. Ci occorre credere di avere aspetti, esperienze e modi di essere che hanno valore, che sono apprezzabili, che possiedono un merito lodevole. Al nostro io è indispensabile una rassicurazione identitaria.

A questa domanda ci si può avvicinare anche adottando due prospettive differenti rispetto al tempo che  viene considerato, entrambe dotate di buone ragioni. 

Guardandosi indietro, nel passato, per raccogliere dove siamo arrivati, cosa abbiamo realizzato, le capacità che pensiamo di possedere. Trovando risposte gratificanti, oppure deprimenti, che otteniamo come bilancio, come compimento più o meno soddisfacente della vita sino a quel momento vissuta. Così il nostro valore che raccogliamo è in ciò che siamo diventati, oppure no. 

Oppure, possiamo volgere nel futuro la ricerca del nostro valore, depositato in ciò che vogliamo, desideriamo e ci ripromettiamo di essere. Perché è lì avanti, domani, realizzando ciò che vogliamo diventare che raggiungeremo l’importante appuntamento con il valore che avremo. Così il nostro valore è chi saremo capaci di essere.

Dunque, non è una domanda facile “Qual è il mio valore?” perché ci impegna prima di tutto a scegliere da quale prospettiva affrontarla. Perché è già da dove guardiamo la realtà che dà forma alla realtà stiamo guardando.