“Amor, che ‘ncende il cor d’ardente zelo.” Francesco Petrarca

Eccolo, in queste parole perfette, in tutta la sua peculiarità, lo zelo. Di chi si dedica con dedizione tenace a un compito, un traguardo, o una responsabilità, animato da un fervore che monopolizza.

Lo zelo non dice cosa si sta cercando, le ragioni per cui ci si sta impegnando così puntualmente, non dice i valori che lo hanno ispirato. Lo zelo descrive uno specifico modo con cui si persegue uno scopo. E’ impegno totalizzante verso una causa. Lo zelo non lascia nulla dietro di sé, incompiuto o imperfetto. Perché scelto l’obiettivo, quando se ne fa carico, lo zelo vi si getta senza dubbi, interrogativi, facendolo diventare ossessione della perfezione. Nello zelo vi è la cecità delle performance, dell’azione. E’ esecuzione che cerca splendore. Nel gesto di zelo vi è una strategia di subordinazione a un obiettivo, senza che sia messo mai in discussione.

Così si è zelanti nell’amore, come ci ricorda Petrarca, dedicandoci interamente ad esso, presi e monopolizzati da un sentimento che non è interrogato, ma diviene imperativo scrupoloso della dedizione. Lo stesso per la partecipazione religiosa, che considera lo zelo un modo di agire auspicabile, poiché la dedizione che dio richiede si attende cura e perseveranza meticolosa nelle azioni e nelle preghiere, senza interrogarsi e dubitare, ma con fede.

Ma vi è anche, lo sappiamo, il versante maldestro, nei migliore dei casi, opportunistico nei peggiori, dello zelo.

Secondo un antico proverbio lo zelo si addice solo ai saggi ma si trova soprattutto negli sciocchi. Ovvero, alle ruote dello zelo che portano lontano, occorre il governo di una direzione. O come scriveva Goethe: “Lo zelo è un buon servitore, ma un cattivo padrone.” Oppure Nietzsche: “Evitare lo zelo insensato”

Perché possedere la capacità di zelo è senza dubbio una virtù, che rende precisi, accurati, perseveranti. Che rende capaci di far proprio incondizionatamente un traguardo. Ma per esercitarla nel migliore dei modi occorre che vi sia un’altra indispensabile capacità: saper scegliere le situazioni, le circostanze e gli obiettivi a cui è bene applicare un’esecutività zelante. Diversamente lo zelo diventa meticolosità e scrupolosità inopportuna.