I perché che non bastano

I perché che non bastano

È sufficiente avere un perché per giustificare un comportamento? Ho alzato la voce perché si rifiutava di fare i compiti. Mi sono arrabbiato perché sei arrivata in ritardo.

Non può bastare appellarsi a un “perché l’ho fatto”. Se così fosse, ogni modo di agire sarebbe legittimato se avesse un perché. Gli ho rotto il finestrino dell’auto perché mi ha tagliato la strada pericolosamente. L’ho picchiata perché mi tradiva.

Una misura indispensabile, che dovrebbe regolare la relazione tra i perché e le azioni ad essi collegate, è la proporzione. Ragioni e azioni non sono in una relazione di subalternità, come se la causa avesse un predominio e un privilegio sui comportamenti conseguenti. Ragioni e azioni sono due elementi in reciproco rapporto, parte di un tutto di cui cercare un’armonia, una logica, un equilibrio.

Lo sforzo etico, nella sua natura più essenziale, forse è proprio questo: sottrarre alle cause, alle ragioni, il dominio e il predominio sulle azioni: occhio per occhio, dente per dente. Per ricercare un bilanciamento ragionevole, misurato, del legame tra ragione e azione. Sottraendosi alla reazione emotiva e impulsiva, l’etica è domanda, interrogativo sulle azioni, non meno che sulle cause, sul legame proporzionato tra un evento che diventa causa di un’azione e l’azione che ne consegue. Poiché l’azione, il gesto, la scelta che pur scaturisce da una causa diventa a sua volta matrice e fonte di conseguenze. Si estende verso contenuti più vasti del solo assoggettamento al perché, ogni azione porta in sé effetti che richiedono non meno attenzione dei perché che innescano una conseguenza.

Vi è, infatti, necessità di un altro perché, oltre a quello che si dedica a fondare l’azione (mi sono infuriato perché mi hai mentito), è un perché su quanto sia necessario ciò che l’azione produce: “Perché tra tutto ciò che potevo fare per reagire a ciò che mi è accaduto quello che ho fatto era l’azione migliore?”

Forse il requisito essenziale della giustizia è l’armonia che si riesce a ottenere tra cause e conseguenze. Infatti, in tutto ciò che è ingiusto vi è anche disarmonia.

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