Possediamo inclinazioni che arrivano prima di noi, che si muovono in noi, ci dirigono e agiscono anche senza la nostra volontà, perché dotate della forza propulsiva generata dal lascito delle esperienze vissute. Così è per l’ambizione, nelle tante versioni che può prendere – trattenuta e cauta oppure impetuosa e imperativa – è irriducibilmente una componente costitutiva della propria identità: aspirare ad essere di più, desiderare di raggiungere un altrove d’identità che consente un meglio, un’emancipazione, a volte anche un ritrovamento. Il forno psichico delle nostre ambizioni, dove vengono impastate di desiderio e speranza, dove vengono irrorate di sogni e necessità, lavora senza sosta, per sfornare nei nostri pensieri e nelle nostre scelte preferenze e traguardi.
Lo stesso per le paure, che traggono forza e motore dal mondo interiore a cui arriviamo più tardi, quando vi arriviamo, con la consapevolezza. La cui presenza nella nostra vita si è addentrata nelle nostre percezioni, nei nostri pensieri e nelle nostre scelte, molto più pervasivamente di quanto sovente riusciamo a comprendere. Poiché la paura non è solo nell’emozione che si palesa, trama la sua influenza nella nostra vita mascherandosi e travestendosi di normalità, convincendoci che quel che crediamo e pensiamo, scegliendo e selezionando percezioni, pensieri e idee, non sia che il tragitto ineccepibile della verità, di qualcosa che ci appare necessario.
E se ci concentrassimo solo su questa coppia di esigenti inquilini della nostra anima – ambizione e paura – è evidente come sia coesistenza faticosa e complicata, perché ambizione e paura guardano a direzioni opposte. Quella dell’ambizione è protesa verso il futuro, con i suoi ingredienti di incertezza e il rischio di fallimento, di delusione, di dolore. Rivolta invece verso il passato la direzione delle paure, da cui hanno ricavato contenuti e cornice avvalendosi delle esperienze di dolore vissute, a cui ricorrono per sorvegliare le esperienze presenti e future.
Sicché è lavoro introspettivo impegnativo trovare un’equilibrata convivenza tra le proprie ambizioni, con il coraggio che richiedono, e le proprie paure, con la cautela che rivendicano. Un equilibrio faticoso perché laddove si avessero ambizioni che necessitano di un coraggio che non si possiede, riconoscerlo non è facile. Meglio, a volte, credere di avere la capacità di ambizioni però tarpate da un mondo che non le rende possibili. “Era una persona con più paure di quanto fosse disponibile a riconoscersi e più ambizioni di quelle che si poteva consentire” Javier Marias
